Soffermate l’attenzione sui diversi colori che assumono i CD al variare della loro inclinazione rispetto alla luce del sole. La diffrazione è un fenomeno dovuto alla natura ondulatoria della luce ed i cui effetti diventano importanti quando la luce incontra ostacoli della dimensione della propria lunghezza d’onda. Allora nel punto in cui si osservano i fenomeni arrivano raggi riflessi che hanno fatto percorsi diversi, quindi interferiscono.
I CD su cui facciamo riflettere la luce sono incisi con numerosissimi solchi la cui larghezza è di 1600nm, confrontabile quindi con la lunghezza d’onda della luce che, nel visibil, varia da 380 a 760nm. I CD formano pertanto un reticolo di diffrazione. Se mandiamo perpendicolarmente al CD un fascetto di luce monocromatica (cioè di una certa lunghezza d’onda) la luce riflessa forma su uno schermo macchie luminose dello stesso colore e simmetriche rispetto ad una centrale di intensità maggiore. Fissata la posizione dello schermo, la distanza delle macchie laterali da quella centrale dipende dalla lunghezza d’onda della luce usata (oltre che dalle dimensioni del solco). Se si usa un fascetto di luce bianca le macchie intorno al massimo centrale (bianco) si presentano colorate evidenziando così la presenza di componenti di lunghezza d’onda diversa.
I Cd che sono sospesi alla struttura in mostra sono illuminati da normali lampade (luce bianca) e riflettono pertanto in direzioni leggermente diverse le singole componenti della luce bianca, producendo nell’osservatore la percezione di una varietà di colori.
La memorizzazione in forma digitale dei dati nel CD viene fatta sfruttando la proprietà della riflessione della luce che cambia da una zona liscia (a cui viene associato per esempio lo 0 del codice binario) ad un avvallamento (che corrisponde ad un 1). Sia la scrittura dei CD che la lettura vengono realizzate tramite l’uso di fasci laser.
La lunghezza totale della traccia incisa in un CD può essere 5,8Km, circa 100 volte di più della torre di Pisa ed un CD può contenere qualcosa tipo 100 milioni di parole.
2 Responses to “Luce dei CD: diffrazione della luce”
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marzo 25th, 2008 at 10:13
Che figata! non lo sapevo…
aprile 5th, 2009 at 12:33
Vorrei segnalare due inesattezze: i CD ed i DVD utilizzano la codifica NRZI per cui il bit 1 è associato alla VARIAZIONE pit/land e viceversa e non al pit (o al land). I CD e DVD stampati presentano dal lato della lettura laser dei rilievi (bumps) e non dei pits (avallamenti)
Infine i dischi masterizzabili non presentano dei veri e propri pits o bumps, ma delle variazioni di riflessione dovute alla bruciatura del laser.
Saluti