In che anno il film La Dolce Vita ha vinto l'Oscar?

In che anno il film La Dolce Vita ha vinto l'Oscar? - La Dolce Vita

"La Dolce Vita" NON ha vinto l'Oscar nel 1961.

La dolce vita è un film del 1960 diretto da Federico Fellini. È sicuramente uno dei film più famosi della storia del cinema. Viene solitamente indicato come il punto di passaggio dai primi film neorealisti di Fellini ai film artistici successivi.

La Trama

Marcello Rubini è un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici. Attraverso il suo sguardo disincantato e a volte puerile, verrà raccontata la città italiana di allora. La storia è frammentata in vari episodi, dove troverà posto anche l'arrivo nella capitale di Sylvia, famosa stella del cinema, i litigi con l'amante Emma, il fanatismo dopo una presunta apparizione miracolosa, una lugubre festa di nobili, l'incontro con Steiner, un intellettuale nel quale Marcello trova un modello ideale per le sue aspirazioni di scrittore, e quello con Paola, una innocente ragazzina conosciuta per caso in una trattoria, che ricompare nell'ultima scena del film senza che Marcello riesca a riconoscerla, né a udirne le parole.

Scene Celebri

Indubbiamente la scena più celebre è quella del bagno notturno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi, una delle immagini più note di tutto il cinema. La scena è stata girata in marzo: mentre la svedese Anita Ekberg ha resistito senza problemi nell'acqua gelida per tutto il tempo delle riprese, per Mastroianni è stato necessario indossare una muta sotto l'abito di scena per non soffrire il freddo.

Nelle quasi tre ore del film, tuttavia, le scene memorabili sono numerose, a partire da quella d'apertura, con una enorme statua di Cristo che sorvola le case di Roma sospeso ad un elicottero, per poi continuare con la scena al Caracalla's, un locale pseudo-antico romano dove Marcello fa le prime avances a Sylvia, l'episodio di fanatismo collettivo intorno a due bambini che dicono di aver visto la Vergine Maria in un prato fuori Roma, la casa di Steiner, nella cui apparente serenità della vita familiare con la moglie e i figli si sta per compiere un'orribile tragedia, la visita di Marcello a un night insieme con il vecchio padre, la festa dei nobili in un castello laziale, l'orgia nella villa di Fregene e la pesca di una mostruosa creatura marina all'alba sulla spiaggia, che segna simbolicamente la fine del film.

La Realizazione

La lavorazione del film ha inizio a Cinecittà il 16 marzo 1959, dove vengono costruiti moltissimi set, compreso un tratto di Via Veneto. Il copione, provvisorio come spesso accadeva alle produzioni di Fellini, subisce notevoli metamorfosi in corso d'opera, spesso rimodellandosi intorno ai personaggi e alle situazioni.

Due scene (assenti dalla sceneggiatura originale) vengono completamente "improvvisate": la festa dei nobili al castello, girata nel palazzo Giustiniani-Odescalchi di Bassano Romano in provincia di Viterbo, e il "miracolo" dei bambini con concorso di una folla di fedeli, di forze dell'ordine e di militari. Le riprese terminano nell'agosto dello stesso anno. In sei mesi vengono girati circa 92.000 metri di pellicola, che nell'edizione definitiva vengono ridotti a 5.000.

Dopo un'anteprima romana destinata alla stampa e agli addetti ai lavori, il film viene proiettato in pubblico in prima nazionale a Milano nel febbraio 1960, destando da subito scandali e polemiche. Alla sera della prima, il regista viene pesantemente insultato da un gruppo di persone e una signora gli sputa in faccia.

Le successive interpellanze parlamentari e le interminabili discussioni sulla stampa fecero temere un ritiro del film dalle sale, o almeno una serie di tagli di censura, ma non avvenne nulla di tutto questo, soprattutto perché Fellini aveva avuto l'idea di proiettare il film in anteprima in presenza di un importante prelato romano, che ne aveva difeso i contenuti.

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